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CAME DESIGN AWARD: 5 i vincitori della seconda edizione

Abbiamo il piacere di annunciare i vincitori della 2° edizione del Came Design Award, il contest dedicato a studenti e neo-laureati delle facoltà di Architettura e Design e delle Scuole di Design italiane, volto a premiare il talento e promuovere la cultura dell’innovazione tecnologica nell’abitare.

Guardian Angel”, questo il titolo del concorso promosso con il contributo di Acamedy e il patrocinio dell’ADI - Associazione italiana per il Disegno Industriale - è stato vinto da 5 giovani designer under30 che hanno saputo progettare soluzioni tecnologiche capaci di intuire i bisogni e ridisegnare le frontiere dell’abitare moderno. I loro elaborati si sono distinti in termini di innovazione, fruibilità e funzionalità, con particolare attenzione alle tecnologie in grado di migliorare la qualità della vita di soggetti più sensibili, quali anziani, diversamente abili o persone soggette a terapia domestica.

La giuria ha valutato i lavori, arrivati da tutta Italia, e selezionato i progetti vincitori, assegnando tre premi e due menzioni speciali.

Il progetto vincitore “Living Shower”, di Claudia Compagnucci, 28 anni di Latina, e di Gabriele Colasanti, 28 anni di Velletri (RM), laureati in Design, comunicazione visiva e multimediale presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è stato premiato per l’innovazione d'uso di un dispositivo domestico. Si tratta di un sistema doccia al servizio delle persone che nasce dalla volontà di ripensare e riprogettare le fughe delle piastrelle trasformandole in uno spazio utile ed esperienziale, apprezzato dalla Giuria perché “uno strumento di uso comune come la doccia viene rivisitato in modo innovativo con una forte aderenza ai principi del Design For All e spiccano la semplicità formale e funzionale”.

Secondo classificato “Famulo – un oggetto per l'anziano”, il progetto di Michela Ciarpi, 26 anni di Grosseto, laureata in Design dei Sistemi presso l’ISIA di Roma. Il robot-deambulatore è piaciuto alla Giuria per “la rielaborazione formale di un oggetto che spesso viene visto e vissuto in modo denigrante. Inoltre viene rivisto un oggetto di ausilio alla mobilità in chiave tecnologica e assistiva”.

Il terzo progetto premiato, “Bill – Bamboo intelligent led lamp”, una lampada da tavolo intelligente che interagisce con la domotica ed è in grado di dimmerarsi in maniera automatica, è stata scelta dalla giuria perché “sembrerebbe un complemento d'arredo normale, ma ha in sé delle qualità che lo portano ad essere utilizzato in ambienti con finalità domotiche e quindi è stata creata una rivisitazione ad un oggetto al quale è legato un gesto spesso scontato”. E’ stato realizzato da Alessandro Panaia, 29 anni di Reggio Emilia, insieme a Camilla Crescenzo, 27 anni di Segrate (MI), entrambi laureati in Design al NABA di Milano e co-founder di "Leave the Sign Studio", un gruppo di giovani creativi impegnati nel mondo del design.

Le due Menzioni speciali sono state assegnate rispettivamente ai progetti “M.D.S. Mobile diabetes support”  e “Slim” di Alessandro Leghissa.

“M.D.S. Mobile diabetes support”, di Eduardo D’Arienzo, 26 anni di Piombino (LI), laureato presso la Libera Accademia di Belle Arti (LABA) di Brescia, si è aggiudicato una menzione d’onore perché è un oggetto immediatamente realizzabile con le odierne tecnologie. La giuria ho selezionato, anche “Slim”, di Alessandro Leghissa, 28 anni di Udine, laureato in Industrial Design allo IUAV di Venezia, perché è un progetto innovativo, industrializzabile in un prossimo futuro.

 

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